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COME AFFITTARE CASA A STUDENTI

Affittare a studenti può essere un modo come un altro per mettere a frutto un immobile di cui si dispone in una delle tante città che ospitano una sede universitaria. Dare un immobile in affitto a studenti però presenta anche degli svantaggi, legati alla giovane età degli inquilini e spesso ad uno scarso senso di responsabilità.

 

Prima di prendere una decisione del genere quindi è bene riflettere e, se si decide di affittare a studenti, meglio prendere le giuste precauzioni per evitare problemi futuri.

Messi al riparo da possibili grattacapi, passiamo quindi ad analizzare i vari tipi di contratti a cui ricorrere in questi casi, in base alla durata del percorso di studi del giovane inquilino.

 

Quali precauzioni prima di affittare casa a studenti?

Affittare casa a studenti è un modo intelligente per far fruttare un immobile libero sito in una città dove si trova una sede universitaria o corsi professionali, di specializzazione o perfezionamento.

Occorre però un po’ di accortezza, dai giovani non ci si può attendere purtroppo la stessa serietà e maturità richiesta a degli adulti.

 

Il vicinato

Il primo aspetto da valutare quindi è il vicinato. Persone di una certa età o particolarmente intolleranti potrebbero provare fastidio se gli studenti universitari, alla loro prima esperienza fuori casa, si dessero alla pazza gioia e organizzassero troppo spesso feste con gli amici fino a tarda notte.

 

I danni al mobilio

Un altro problema a cui il proprietario potrebbe andare incontro è legato ai potenziali danni che gli studenti potrebbero recare al mobilio. In questo caso oltre all’inventario dei mobili e delle suppellettili da allegare o inserire nel contratto, è sempre bene fare delle foto per confrontare le condizioni dell’arredamento prima e dopo il periodo di locazione. Una certa usura dovuta all’utilizzo quotidiano è normale, non lo è invece che parte dell’arredo venga distrutto o sia reso del tutto inservibile. In questo caso il proprietario può rivolgersi al giudice per chiedere il risarcimento dei danni subiti, visto che, come chiarito di recente anche dalla Cassazione, il locatore non può trattenere la cauzione, ma è tenuto a proporre apposita domanda giudiziale.

 

Ritardo pagamento canone e bollette

Un altro problema che potrebbe insorgere dall’affittare casa a degli studenti è legato alla puntualità nel pagamento di canone e bollette. Il primo problema si può fronteggiare chiedendo che i genitori garantiscano il pagamento del canone dei figli, il secondo invece pagando le bollette in prima persona e facendosi restituire dagli studenti l’importo pagato. In questo modo si evita che le utenze vengano sospese.

 

I requisiti

Problemi che possono essere in qualche modo “ridimensionati”, avendo l’accortezza di indicare nell’annuncio, che in genere viene affisso alla bacheca delle università o pubblicato online, i requisiti di cui i nuovi inquilini devono essere in possesso. Non è infrequente infatti che i locatori preferiscano affittare solo a studentesse, a non fumatori, o a ragazzi raccomandati dai precedenti inquilini.

 

I contratti di affitto per studenti

Prese le dovute precauzioni e scelti gli inquilini, i contratti di locazione che si possono stipulare quando i conduttori sono studenti sono diversi, vediamo quali.

 

Contratto a canone concordato

Il contratto a canone concordato è perfetto per chi deve affrontare un corso di studi complesso e lungo, della durata di diversi anni. Pensiamo a uno studente che vuole fare una carriera universitaria e che dopo la laurea vuole prendere un dottorato. In questo caso il contratto a canone concordato può rivelarsi la scelta migliore visto che ha una durata di tre anni, ma è rinnovabile di altri due, salvo diversa volontà delle parti.

 

Contratto transitorio

Il contratto transitorio invece è perfetto per quegli studenti che davanti a se non hanno un lungo corso di laurea, ma magari solo un corso di perfezionamento. Come recita l’art 2 del DM 16 gennaio 2017 infatti “Tali contratti sono  stipulati per soddisfare particolari esigenze dei proprietari o dei conduttori per fattispecie – con particolare riferimento a quelle derivanti da mobilità lavorativa e connesse allo studio, all’apprendistato e formazione professionale, all’aggiornamento ed alla ricerca   di soluzioni occupazionali.” La durata massima di questi contratti è di 18 mesi e “devono contenere una specifica dichiarazione che individui l’esigenza di transitorietà del locatore o del conduttore, tra quelle indicate nell’Accordo definito in sede locale, da provare (…) con apposita documentazione da allegare al contratto.”

Contratti per studenti universitari 

Questi tipo di contratto è stato pensato dal legislatore per gli studenti universitari fuori sede, che sono costretti a trasferirsi per motivi di studio.

Il Dm 16 gennaio 2017 all’art 3 dispone infatti che tali contratti possono essere stipulati nei Comuni (compresi quelli limitrofi) in cui hanno sede università, corsi universitari distaccati e di specializzazione, istituti di istruzione superiore, se il conduttore è iscritto a un corso di laurea o di

formazione post laurea come master, dottorati, specializzazioni o corsi di perfezionamento in un comune diverso da quello di residenza. La durata di questi contratti varia da sei mesi a tre anni e sono rinnovabili alla prima scadenza, a meno che il conduttore non dia disdetta almeno un mese e non oltre tre mesi prima dalla scadenza.

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Data: mercoledì 25 settembre 2019
Autore: casa.it