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SFRUTTA LO SPAZIO AL MEGLIO
Come sfruttare al meglio 60 metri quadrati in una «casa di ringhiera»

Nel primo Novecento l’edilizia italiana ha visto sorgere le “case di ringhiera” conosciute anche come “case a ballatoio”. I relativi edifici prevedono la compresenza di più appartamenti che condividono il medesimo ballatoio o balcone, il quale corre per l’intera lunghezza del palazzo, fungendo da via d’accesso alle singole unità immobiliari. Il taglio di questi appartamenti varia dai 50 ai 70mq e in origine era destinato anche a famiglie numerose.

Oggi la riconversione di questi spazi in ambienti confortevoli e il più possibile rispondenti ai moderni canoni dell’abitare rappresenta una sfida per molte famiglie che si ritrovano magari a dover gestire al meglio l’eredità lasciata dai loro cari. È il caso ad esempio di una coppia di Roma, che si è rivolta alla community internazionale di architetti e designer di GoPillar.

Il progetto vincitore è stato proposto dall’architetto Lorenzo Gallo, il quale nella stesura della propria proposta ha tenuto conto di diversi aspetti; primo fra tutti la funzionalità degli ambienti finalizzata alla massimizzazione degli spazi disponibili, agendo nel rispetto dello schema impiantistico esistente e sfruttando il più possibile la luce naturale, valore aggiunto dell’intero intervento. Il progetto si compone di un’ampia zona giorno con angolo cottura, sala da pranzo, soggiorno ed area ufficio e un’accogliente zona notte con bagno, antibagno/lavanderia, camera singola e camera matrimoniale. Per sfruttare al meglio l’altezza dell’ambiente (3,90 metri) sono state proposte soluzioni soppalcate, nel rispetto della normativa vigente.

Diversa è la scelta progettuale dell’architetto Fabio Megna, che ruota intorno alla creazione di un open space con cucina a vista, separata dall’ingresso ed aperta verso il salotto; questo spazio accogliente e moderno risulta essere il più grande della casa ed è destinato ad ospitare gran parte della vita domestica. Un angolo studio è stato ricavato vicino la finestra permettendo di conciliare il lavoro ed il relax; per quanto riguarda il bagno invece la soluzione adottata è “salva-spazio”, con la doccia a valle, la lavanderia disposta a colonna e un comodo lavabo. Minimizzando le demolizioni murarie è stata ricavata una camera per gli ospiti di 9mq. La camera patronale conserva invece la sua conformazione originaria grazie anche al restauro del “soffitto a voltine” che dona identità all'ambiente creando un legame con il passato.

Con minimi interventi murari il progetto di Raffaele Nastari riesce a proporre un nuovo spazio adibito a camera singola per ospiti o bambini, con zona “notte” posta su un soppalco; grande rilevanza assumono gli arredi che svolgono duplici funzioni: la scala per esempio con i gradini dotati di cassetti estraibili diventa essa stessa un elemento-contenitore. Due diverse alternative sono state pensate per il bagno, una a disposizione classica, con una grande doccia ed una più innovativa con spazio doccia più ampio walk-in, che costituisce una stanza nella stanza, proponendo una soluzione in stile spa. Nel disimpegno-antibagno, verrà realizzato un armadio a muro a tutta altezza, che conterrà lavatrice, asciugatrice e caldaia a camera stagna permettendo così di minimizzare gli spazi nel bagno.

La zona living è divisa ideologicamente dalla penisola della cucina ed anche in questo caso sono state proposte due soluzioni: la prima è finalizzata a ribaltare le gerarchie tra zona cucina/pranzo e living separando l’ingresso dalla zona cucina con un’ampia vetrata e ricavando la zona studio tra ingresso e cucina; la seconda soluzione propone invece un living più ampio, riducendo la cucina ad una struttura lineare sulla parete opposta all’ingresso. Una scala/libreria permette infine l’accesso al piccolo soppalco su cui viene ricavato l’angolo studio.

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Data: venerdì 4 maggio 2018
Autore: Emanuela Furone